Mi chiamo Roberta Manara e questa è la mia storia.

Ho iniziato a studiare danza a soli quattro anni.

I miei genitori mi iscrissero al Club la Fourmie: lì ho iniziato ad amare la danza, in tanti suoi generi. Devo molto alle mie prime maestre Wally, Donatella e Maria Tullia: con loro ho mosso i primi passi, con loro ho conosciuto il sacrificio, la dedizione ma anche le gioie di questa disciplina. Da allora non ho mai smesso di danzare.

 

I miei studi 

In Italia, all’estero. Appena ragazzina la mia sete di nuovi stimoli è cresciuta. Sempre alla ricerca dell’insegnante migliore dove potersi perfezionare, dove catturare qualcosa di nuovo. I miei genitori mi hanno accompagnata su e giù per il Paese pur di farmi “arricchire”. Un po’ più grande sono stati i treni e gli aerei a scarrozzarmi qua e là. Da Roma a Londra, ho potuto vivere un sacco di esperienze che mi hanno formata come danzatrice e come persona.

Per raccontarle tutte servirebbero pagine e pagine. Vi lascio i nomi dei maestri che più mi hanno dato: Rosanna Broccanello, Daniel Tinazzi, Mauro Bigonzetti, Mauro Astolfi (grazie a cui ho trascorso un felicissimo periodo romano), Caterina Felicioni (anche lei mia insegnante allo IALS), Daniela Borghini (e gli anni mantovani), Dominique Lesdema, Carl Portal, Fabrizio Monteverde, Daniele Ziglioli.

 

I miei lavori più importanti

Non c’è ballerina senza palcoscenico. E io per fortuna ne ho calcati diversi. Dagli spettacoli estivi su e giù per il Trentino (nelle più variegate situazioni) a tournée importanti: le emozioni non sono mancate.

Ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di Lucio Dalla, nella sua opera teatrale “Tosca, amore disperato” (coreografie di Daniel Ezralow) che mi ha permesso di salire su palchi meravigliosi in Italia, come l’Arena Flegrea a Napoli o l’Arena di Verona, e all’estero. Ho trascorso un periodo indimenticabile nel lavoro “Metropolis”, presso il Teatro Nuovo di Torino.

Più di recente, ho fatto parte della compagnia trentina 3D-3dinamiche per il lavoro “Under the tree’s voices”, coreografato da Francesca Manfrini su musiche di Ezio Bosso.

 

Per chi fosse realmente curioso, ecco qui il mio curriculum vitae per esteso.